Visioni

Sono felice di annunciarvi che da oggi è disponibile su Google play (e presto anche su Amazon) la mia raccolta “Visioni”. Riunisce alcuni racconti del fantastico e del terrore provenienti da questo blog. Che cosa aspettate? È gratis!
 
 
 
“La città di Naarit era in subbuglio. E non era colpa della stagione delle piogge che quell’anno tardava ad arrivare. E neppure del deserto che si avvicinava inesorabilmente, divorando i campi.
Il motivo di tanta agitazione era l’annuncio ufficiale che gli araldi del Tiranno avevano gridato quella mattina ad ogni angolo di piazza: il famoso Circo dei Meccanici avrebbe fatto sosta proprio a Naarit e si sarebbe esibito nella Piazza Centrale, di fronte a Karid in persona.”

“Visioni” raccoglie due tipologie di racconti: da un lato quelli che si svolgono in un mondo vasto e fantastico, fra deserti, splendide città e ghiacci perenni (in questo caso i riferimenti letterari sono Michael Ende e Ursula K. Le Guin), dall’altro quelli del terrore dalle tonalità lugubri e sepolcrali, omaggio ai grandi scrittori del gotico moderno, quali H.P. Lovecraft e Stephen King.
Una raccolta breve e intensa, da leggere tutta d’un fiato e che vi farà volare sulle ali della fantasia.
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Addio, mio capitano

Ieri, 11 agosto 2014, ci ha lasciato Robin Williams. Era un attore versatile, spontaneo, in grado di donare ai suoi personaggi una coloritura umana che li arricchiva, rendendoli unici, imprimendoceli nella memoria fino a farli diventare parte di noi. E non è questo, in fondo, il più grande risultato raggiungibile da un attore?
Ci ha lasciato personaggi indimenticabili: è stato un incredulo Peter Pan in Hook – Capitan Uncino (1991), un padre disposto a tutto in Mrs. Doubtfire (1993), Patch Adams nell’omonimo film (1998), il professor John Keating nel commovente L’attimo fuggente(1989) e la lista potrebbe continuare a lungo.
Il suo viso, perennemente solare, ma anche capace di assumere, all’occorrenza, l’espressione coinvolgente del grande attore drammatico, è riuscito per anni a nascondere le fragilità dell’uomo che stava dietro di esso.
Addio Robin. A me piace ricordarti così.
 

Libri consigliati – Fahrenheit 451 di Ray Bradbury

La fantascienza è un genere davvero portentoso: la sua lungimiranza è in grado di precorrere i tempi e di prevedere, con un margine di errore davvero risibile, dove ci porterà la nostra storia, quali saranno i nostri progressi tecnologici o quali conflitti (morali o reali che siano) ci troveremo prima o poi ad affrontare.
Fahrenheit 451 non fa eccezione. Perché Fahrenheit 451parla di un futuro distopico dove la letteratura viene vietata dalla legge: chi viene trovato in possesso di libri è considerato a tutti gli effetti un criminale; la punizione, per questi trasgressori, è la più terribile: vedere la propria biblioteca data in pasto alle fiamme. Lo strumento con cui il Governo esercita il proprio controllo coercitivo è un apposito corpo di vigili del fuoco, istruito non più a salvare vite umane dalle fiamme, ma a dar fuoco a tutti i libri. Ed ecco che il governo, distruggendo i libri, stronca qualcosa di ancora più importante: il diritto dell’uomo ad essere libero.
Guy Montag, protagonista del romanzo, è un fiero milite di questo feroce corpo incendiario. Inizialmente entusiasta del proprio lavoro (l’odore di fumo che si porta addosso è per lui motivo di orgoglio) Montag si accorge presto che la sua vita non va per il verso giusto: è una vita incolore, sprecata davanti allo schermo di un televisore, stordita dalla ripetitività degli slogan pubblicitari; una vita in cui il dialogo umano è soffocato dai ritmi di una società mostruosa e asfissiante come il ventre infuocato di una macchina.
Ma ecco che Montag conosce Clarisse, la sua nuova vicina di casa. Clarisse è una giovane donna piena di vita, una ragazza che viene additata come pazza solo perché il suo sguardo preferisce soffermarsi sul volto pallido della luna, piuttosto che sulle immagini di un vuoto programma televisivo. Montag viene scosso da questa presenza e inizia a farsi domande. Finché un giorno, durante un rogo di routine, il nostro eroe salva dalle fiamme un libro e inizia, di nascosto, a leggerlo.
È l’inizio della sua ribellione, un percorso sofferto che lo porterà ad essere denunciato dalla moglie, ad uccidere con il lanciafiamme il comandante della caserma stesso, e a rifugiarsi, ferito, alla periferia della città. Qui incontra un gruppo di reietti, e con sua somma sorpresa scopre che ognuno di essi ha imparato a memoria un libro. Ecco che quegli uomini, in fondo insignificanti se presi da soli, insieme formano la memoria letteraria collettiva dell’intera umanità. In quell’istante, un suono terribile piomba dal cielo. Si tratta di un bombardamento che rade al suolo, in pochi istanti, l’intera città. Il romanzo finisce con Montag e i suoi nuovi compagni che si mobilitano per portare soccorso ai sopravvissuti.
Ci appare subito chiaro che il messaggio di Ray Bradbury è quanto mai attuale: anche noi siamo soffocati da una società che ci rende troppo simili a macchine senz’anima; anche noi siamo bersagliati dalla voce ipnotizzante dei mezzi pubblicitari; anche noi fissiamo imbambolati i visi estranei e beffardi dei partecipanti dei reality. Ma ecco che dalla letteratura possiamo trarre l’insegnamento per essere uomini migliori. I libri possono ricordarcichi siamo e quali errori abbiamo commesso. I libri possono accrescere la nostra sensibilità e la nostra empatia, dandoci la forza per costruire dalle rovine della civiltà in fiamme un mondo nuovo, un mondo costruito sulle basi solide e inscalfibili della cultura.
Noi, uomini del presente, siamo tenuti a farlo, perché solo così “verrà il giorno in cui saremo in grado di ricordareuna tale quantità di cose che potremo costruire la più grande scavatrice meccanica della storia e scavare, in tal modo, la più grande fossa di tutti i tempi, nella quale sotterrare la guerra.[i]


[i] RAY BRADBURY, Fahrenheit 451, Milano, Mondadori, 2008, [1953], p.194.