Il Guidatore

Un breve racconto horror… un’autostrada… una radio… un’anima dannata. Buona lettura.
“Benvenuti, viaggiatori, su K3 Network, la vostra radio della notte. State comodi sui vostri sedili? Il riscaldamento vi culla nel suo abbraccio? Male, molto male… perché se è così vuol dire che il sonno vi ha già preso. Su le antenne: siete uomini o siete pupi? La notte non si dorme… si vive!
Sfrecciate sull’autostrada come se il tempo si stesse sgretolando, immersi in una corsa senza fine, le mani tese sul volante, il piede contratto sull’acceleratore, lo sguardo fisso davanti a voi. Le tenebre incombono, la notte vi assale da tutti i lati, sussurrando il vostro nome con la sua voce da sirena. Soccomberete al suo incantesimo o resisterete? Chi si ferma è perduto, viaggiatori. Il sonno vi avvolgerà nelle sue catene e allora non avrete più scampo.
Lasciate che vi racconti una storia, una storia che vi terrà svegli per tutto il viaggio; è il mio regalo per voi, in questa gelida mezzanotte di novembre; perché io sono la voce di K3 Network, la vostra radio della notte.
La mia storia inizia in una notte come questa, proprio su un’automobile come la vostra. La guidava un uomo come voi, un uomo qualunque, forse solo un’ombra fra le tante, un burattino senza volto nel palcoscenico della vita. Se aveva un nome io non lo conosco e dubito che qualcuno ancora lo sappia. Ora lo chiamano il Guidatore.
Era in viaggio per Albuquerque, nel suo cuore e nel suo pensiero il volto della donna che lo stava aspettando in una casa qualsiasi, una casa come la vostra, con un giardino davanti all’entrata, una bianca staccionata e un caminetto per il barbecue. Sognava un caldo abbraccio, proprio come voi; sognava di tuffarsi nel morbido seno della sua amata, di morire e rinascere dentro di lei. Per questo correva, il naso dilatato a respirare l’effluvio della benzina e l’aroma della legna bruciata che fuoriusciva dai camini delle case di cui si intravvedeva appena l’ombra nei campi circostanti.
Ed ecco, nelle tenebre dell’autostrada di fronte a lui si accesero due occhi, due occhi luminescenti che lo accecarono: i fari di un tir che procedeva contromano; alla guida un uomo come tanti, un uomo che non aveva rispetto né per se stesso né per gli altri. L’automobilista cercò di sfuggire al suo destino, sbandò, perse il controllo dell’auto; la vettura si capovolse, compì nell’aria una piroetta e precipitò nel precipizio sottostante. Un’esplosione illuminò la notte, un bagliore rosso che si riflesse per un istante nello specchietto retrovisore del camionista senza che quest’ultimo decidesse di fermarsi. Cattiveria e indifferenza trionfarono, quella notte.
L’anima del guidatore lasciò il suo povero corpo martoriato, ma né il paradiso né l’inferno lo vollero: il suo odio era troppo sconfinato sia per Dio che per il Diavolo. Fu rimandato sulla terra, costretto a vagare in eterno per le autostrade del mondo; e lui, ombra fra le ombre, dalla morte ebbe il suo vero nome. È lui. È il guidatore.
Non potete non riconoscerlo: è un’anima di fuoco, la sua pelle bruciata è un tutt’uno col sedile; il suo scheletro nero si erge tra le fiamme come un tiranno dal suo scranno. Nella morte, lui e la sua vettura sono diventati una cosa sola, l’odio e la sete di vendetta sono il loro eterno combustibile; il suo bolide, pregate il buon Dio non vederlo mai, è avvolto dalle fiamme dell’inferno; le sue ruote lasciano una scia di zolfo sull’asfalto, i suoi alettoni sono le ali membranose di un demone. Temete il guidatore!
Non sentite il ruggito del suo motore, le grida del suo dolore? È in cerca di vendetta per i suoi anni bruciati; annusa l’aria in cerca di un’anima su cui sfogare la sua ira, scruta nelle tenebre per trovare la flebile e mortale luce dei vostri fanali. Vi troverà, viaggiatori, e le sue fiamme vi ingoieranno, vi cremeranno, vi ridurranno in cenere. Finirete in pasto alle sue ruote. Correte allora, figli miei, e non guardatevi mai indietro. Uno di voi potrebbe essere il prossimo. Buona fortuna dunque, viaggiatori. Avete ascoltato K3 Network, la vostra radio della notte.”
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