Angolo delle poesie – Il gelsomino notturno

La poesia di oggi è “Il gelsomino notturno” di Giovanni Pascoli. Contenuta nella raccolta I canti di Castelvecchio (1903), è una poesia scritta in occasione del matrimonio di un amico. Il significato della poesia, come sempre accade nelle composizioni del grande poeta emiliano, è nascosto nella sapiente descrizione notturna: il gelsomino notturno, infatti, non è altro che l’organo sessuale femminile, che, dopo la prima notte di nozze, porta con sé la gioia della maternità. Tuttavia, all’atmosfera erotica e gioiosa fa da contraltare il senso di inadeguatezza e di esclusione del poeta, che si sente come un’ape tardiva ritrovatasi senza un luogo dove riposare.

E s’aprono i fiori notturni,
nell’ora che penso a’ miei cari.
Sono apparse in mezzo ai viburni
le farfalle crepuscolari.
Da un pezzo si tacquero i gridi:
là sola una casa bisbiglia.
Sotto l’ali dormono i nidi,
come gli occhi sotto le ciglia.
Dai calici aperti si esala
l’odore di fragole rosse.
Splende un lume là nella sala.
Nasce l’erba sopra le fosse.
Un’ape tardiva sussurra
trovando già prese le celle.
La Chioccetta per l’aia azzurra
va col suo pigolio di stelle.
Per tutta la notte s’esala
l’odore che passa col vento.
Passa il lume su per la scala;
brilla al primo piano: s’è spento . . .
È l’alba: si chiudono i petali
un poco gualciti; si cova,
dentro l’urna molle e segreta,
non so che felicità nuova.

Giovanni Pascoli

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