Errori da giovani scrittori – Piuttosto che…

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Ho deciso di dare il via a questa nuova rubrica (l’ennesima XD), sperando che si riveli utile per chi, come me, ama la scrittura e vuole migliorare costantemente. Perciò, di settimana in settimana, andremo a vedere i principali errori che colpiscono gli “scrittori in erba”: apostrofi messe nei posti sbagliati, accenti scomparsi nel nulla, parole scritte scorrettamente, “d” eufoniche infilate dappertutto… Poche e semplici regole da appuntarsi bene nel cervello. Perché non si finisce mai di imparare e questa, per chi scrive, è l’unica vera regola.

Dimenticavo: nella scrittura, le regole possono sempre essere infrante, per ragioni di stile o per perseguire un determinato scopo (Hagrid, nella saga di Harry Potter, si esprime con un linguaggio stentato, sbagliando continuamente i congiuntivi; ovviamente era l’intenzione precisa di J.K. Rowling, che voleva sottolineare in questo modo le umili origini del personaggio). Chiaro che, per poter infrangere le regole bisogna prima conoscerle a fondo. E questa è una cosa che purtroppo sfugge a chi si trova a muovere i primi passi nel mondo della scrittura. Gli scrittori in erba hanno troppa fretta di scrivere e, se commettono un errore, difficilmente ritornano sui propri passi per correggerlo. In questo, c’è sicuramente una buona dose di insicurezza: si teme che l’errore sia la testimonianza della propria incapacità o inesperienza. Eppure riconoscere i propri errori non è una tragedia, anzi: solo così si possono costruire delle solide fondamenta, altrimenti… Flap, il palazzo che stavamo costruendo ci crolla sulla testa, e tanti saluti.

Ma bando alle ciance e arriviamo all’errore di oggi: l’uso scorretto di “piuttosto che“.

GIUSTO

“Piuttosto che” ha il significato di “anziché” o “invece di” e si usa nel caso di proposizioni comparative e avversative. Volendo fare un esempio:

  • Proposizione comparativa: “preferisco disegnare con la matita piuttosto che usare il pennarello.”
  • Proposizione avversativa: “Piuttosto che studiare per l’esame esco a bermi una birretta (yeah)”

Questi due usi sono quelli corretti, ma negli ultimi anni se ne sono affiancati altri due, che sono sconsigliati perché rischiano di creare ambiguità.

SBAGLIATO

  • Il primo è l’uso di “piuttosto che” con il significato disgiuntivo di o, oppure… ES: “Possiamo andare al ristorante cinese piuttosto che in paninoteca.”
  • Il secondo, è l’uso di “piuttosto che” col significato di “inoltre” o “oltre che”. ES: “Al pranzo di Natale si mangia di tutto: zampone piuttosto che lenticchie, piuttosto che tartine al salmone!”

Effettivamente, questi usi scorretti sono entrati a tal punto nell’uso quotidiano, sia parlato che scritto, che ormai non li si “percepisce” più come sbagliati. Se vi interessa approfondire l’argomento, questo è il link dell’Accademia della Crusca.

Spero che questa rubrica possa tornarvi utile. La prossima volta si parlerà di… accenti! A presto 🙂

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5 pensieri su “Errori da giovani scrittori – Piuttosto che…

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