La Storia – un racconto breve

Dopo “La matita” ecco a voi un altro racconto breve. Buona lettura! 🙂

La Storia – 20lines

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Mio padre era un tipo che non diceva bugie.
Ricordo che un giorno eravamo al parco pubblico e io, curioso come tutti i bambini, mi ero messo a fissare uno strano monumento che sbucava dai cespugli: una torre di mattoni, sulla cui sommità svettavano dei soldati di bronzo, con le facce corrucciate in un muto grido di battaglia. Insieme, reggevano una bandiera che sventolava nell’aria; lo faceva per finta, ovviamente, visto che anche quella era di metallo. Sotto le statue c’era una targa di rame ossidato, su cui era stata incisa una lunga sfilza di nomi piccoli piccoli, che arrivavano giù, fino all’erba secca del giardino. Io non sapevo ancora leggere, perciò chiesi a mio padre:
«Che cosa c’è scritto?»
Lui mi sorrise con un po’ di malinconia.
«È la lista di chi è morto nella Grande Guerra.»
«Ah sì? E a che serve?»
«Serve a farci ricordare gli errori del passato, i crimini che abbiamo commesso nel lento fluire della Storia. Così ce li teniamo bene a mente e non li commettiamo più.»
«E funziona?»
Mio padre scoppiò a ridere, però era come se piangesse.
«No. Più che altro serve ad abbellire il giardino.»

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5 pensieri su “La Storia – un racconto breve

  1. bello. mi piacciono i racconti brevi coi dialoghi (invece, assai spesso, più il racconto è breve più i dialoghi latitano). nota particolare per quel “lo faceva per finta”, davvero una perla di sorriso amaro. e mentre leggevo mi hai ispirato d’istinto pure una chiusa alternativa (posso?).
    «E funziona?»
    Mio padre scoppiò a ridere, però era come se piangesse.
    «No. A meno che non ci sia scritto il tuo nome.»

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    • Grazie! 🙂 Devo dire che ho scritto questo racconto in un momento di amarezza. Basta aprire il telegiornale per notare come si commettano sempre gli stessi errori (la storia è un serpente che si mangia la coda). Tra l’altro, la cosa che più mi infastidisce, è che sono i politici, ossia quelli che osannano in TV il valore delle memoria, i primi a permettere che la storia si ripeta. Il monumento, in questo senso, è una beffa, una sorta di contentino dato al popolo. Come fai notare giustamente tu, non lo è solo per quelli che sono morti… Mi piace il tuo finale alternativo 😉

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