Errori da giovani scrittori – Accenti

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Benvenuti all’appuntamento con la rubrica fissa (più o meno) “Errori da giovani scrittori”: un prontuario semplice e veloce che ci mette in guardia sugli errori comuni con cui noi aspiranti scrittori ci troviamo a lottare ogni dannatissimo giorno. La volta scorsa abbiamo parlato dell’uso di piuttosto che. Quest’oggi è il turno di un tema ancora più importante: gli accenti.

L‘accento è un segno paragrafematico (contribuisce alla corretta grafia di una parola) che indica un aumento di intensità con cui deve essere pronunciata una sillaba. A volte l’accento non viene segnalato graficamente, ma è indispensabile farlo quando va a differenziare due omonimi, ossia due parole che altrimenti, nella forma, sarebbero assolutamente identiche.
Sono proprio queste forme a causare dei bei grattacapi agli aspiranti scrittori. Prima di elencarle, però, è opportuno ricordare che in italiano esistono due tipologie di accento: l’accento grave è e l’accento acuto é… Ma quando usare uno o quando usare l’altro? Ci può aiutare la pronuncia: l’accento grave si manifesta sulle vocali e e o con un suono vocalico aperto, mentre l’accento acuto con un suono vocalico chiuso. Sostanzialmente, la differenza che c’è fra la terza persona singolare del presente indicativo È e la parola perché. Nel dubbio, pensate a come pronunciate queste parole e il gioco è fatto: potrete scrivere senza paura di sbagliare caffè, poiché e affinché!
Piccola parentesi: la terza persona singolare del presente indicativo è questa: È. Molto spesso, invece, vi imbatterete in questa: E’. È sbagliata, perché l’apostrofo serve a segnalare una sillaba caduta che, in questo caso, non c’è mai stata. Purtroppo in molti giornali (e non solo) vi imbatterete nel famigerato apostrofo, e questo è il motivo per cui l’errore viene percepito poco (a volte ci casco anch’io, soprattutto se scrivo di fretta). Se non sapete come digitare la È accentata maiuscola, il semplice strumento di word “Inserisci” può risolvere il problema una volta per tutte. C’è anche su WordPress.

Come ho accennato prima, gli errori più comuni si hanno con alcuni omonimi. Perciò, ecco a voi la lista delle parole monosillabi in cui l’accento è determinante:

  • è (verbo essere) – e (congiunzione).
  • (avverbio di luogo) – la (articolo o pronome)
  • (avverbio affermativo) – si (pronome)
  • (pronome) – se (congiunzione)
  • (congiunzione) – ne (pronome o avverbio)
  • (avverbio di luogo) – li (pronome)
  • (verbo) – da (preposizione)

Attenzione: e non hanno bisogno dell’accento, questo perché non hanno omonimi veri e propri, se non le note musicali, difficilmente confondibili se si presta la giusta attenzione al contesto.

Attenzione²: La parola poco si tronca in po’ non in . Questo perché la caduta di una sillaba (in questo caso …co) viene sempre segnalata con l’apostrofo, NON con l’accento.

“Dammi un po’ di zucchero, baby”

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E questo è tutto! Spero che la rubrica vi stia tornando utile. Oh, se non sapete chi sia il personaggio nella foto, vi consiglio di guardarvi “La Casa”, “La Casa 2″ e L’armata delle Tenebre” di Sam Raimi (il talentuoso regista di Spider-Man). Se vi piacciono gli horror “artigianali” degli anni’80, è la serie che fa per voi! A presto! 😉

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8 pensieri su “Errori da giovani scrittori – Accenti

  1. Pingback: Errori da giovani scrittori – C’entra vs centra | alvise brugnolo

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