Musica e scrittura

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Visto che sul mio blog non parlo così tanto spesso di me (vi sarete già accorti che sono piuttosto timido), ho pensato che fosse l’ora di affrontare un argomento personale: i miei gusti musicali.

Perché la musica in un blog di racconti? Semplice… Perché la musica, molti di voi saranno della mia stessa opinione, aiuta molto nella scrittura: aumenta la creatività e a volte, se lasciata in sottofondo mentre si scrive, accompagna le parole, le “fa uscire” con un ritmo preciso, come se danzassero. Inoltre ci permette di non pensare troppo e di lasciarci guidare senza tante restrizioni nella creazione della storia. Già, perché pensare troppo, a volte, congela la narrazione e la musica è la fiammella che può farla sciogliere. È stata proprio lei a salvarmi molte volte dal blocco dello scrittore e quindi mi è sembrato più che doveroso dedicarle un articolo sul mio blog. Ma quali sono i miei generi musicali preferiti?

Iniziamo da un genere che forse non mi rappresenta molto ma che comunque adoro: il jazz. Diciamo che sono un profano e non lo conosco così profondamente, ma questo non mi impedisce di lasciarmi trasportare dalle improvvisazioni e dalla sua ritmica travolgente. Tra i miei cantanti e musicisti preferiti ci sono Ray Charles (forse non puramente Jazz visto che la sua musica spazia dal Gospel al Rock and roll) Frank Sinatra e Nina Simone. Eccezionali anche Take five, eseguita dalla The Dave Brubeck Quartet e Rapsodia in blu di Gershwin (in realtà un sapiente mix fra jazz, blues e musica colta). Cosa mi piace di questo genere? Il fatto che sappia mantenersi in equilibrio tra gioiosità e malinconia, tra energia e riflessione. Ideale sia per un racconto giocoso che per uno introspettivo, per una storia d’amore o per una passeggiata sconsolata in un notte ventosa…

E passiamo al secondo genere che mi accompagna nella scrittura (anche se forse non è corretto parlare “di genere” vero e proprio): la musica classica. Anche in questo ambito sono una capra e i miei ascolti sono solo occasionali, ma non per questo non so apprezzare le sonorità immense di una musica che, senza se e senza ma, è stata fondamentale per la cultura occidentale. Fra i miei compositori preferiti Vivaldi, Beethoven, WagnerDvořák (in particolare la Sinfonia n.9 – Sinfonia “Dal nuovo mondo”). Della musica classica amo l’armonia maestosa, epica e appassionante, perfetta se dovete descrivere un paesaggio, una città, una folla di persone. Ottima per racconti dal gusto classico, solidi e rigorosi, e a volte un po’ pomposi.

E avviciniamoci al mio “habitat” con il buon sano, vecchio ROCK. Ricchissimo di sottogeneri (alcuni “preistorici”, altri più recenti) il Rock, a mio parere, ha raggiunto il suo apice negli anni ’70-’80 e non è un caso che i miei gruppi preferiti siano band che si sono formate in quel periodo: Led Zeppelin, Deep Purple, Pink Floyd, Meat Loaf, Queen… Un genere, quello Rock, che è energia ma allo stesso tempo riflessione (Child in Time dei Deep Purple o Another Brick in the Wall dei Pink Floyd ne sono un esempio). Perfetto se si devono scrivere racconti aggressivi ma solidi, con un sottofondo rabbioso e pieno di vitalità. Vi consiglio, oltre alle due canzoni che vi ho elencato prima, Bat Out of Hell di/dei Meat Loaf, Kashmir dei Led Zeppelin e Comfortably Numb dei Pink Floyd. Ovviamente le canzoni che meritano sono centinaia e altrettanti i gruppi, ma elencarli tutti sarebbe impossibile per esigenze di spazio.

Il meglio l’ho lasciato per ultimo: il METAL. E qui entriamo nel “mio” vero e proprio regno, un regno fatto di riff indiavolati, voci graffianti e viuuulenza! Piccolo preambolo. Il metal ha decine e decine di sottogeneri, profondamente diversi tra loro: si va da quello più soft e cerimonioso, passando per quello più veloce e orecchiabile, fino ad arrivare al metal più estremo, al black e al death. Di solito chi ascolta un determinato sottogenere lo considera migliore degli altri, lo venera come “canonico”, come emblema perfetto del metal in generale. Io cerco sempre di non perdere tempo con questi “estremismi” perciò (visto che tra l’articolo è molto più lungo del previsto) mi limiterò a nominare le mie tre band preferite.

JUDAS PRIEST: il simbolo dell’heavy metal, quello vero, quello puro, quello delle motociclette, delle borchie e dei vestiti in pelle. Oltre quarant’anni di carriera illustre, decine di album uno meglio dell’altro (gli ultimi sottotono, ma tutti, ahimè, invecchiano). Il cantante, Rob Halford, è una vera leggenda del metal e ha un’estensione vocale enorme. Quando tocca le note alte potete star certi che i vostri bicchieri di vetro esploderanno. I Judas Priest sono perfetti per accompagnare un racconto oscuro, metropolitano, con pioggia, sangue e vendetta al gusto di polvere da sparo. Il loro capolavoro, Painkiller, è considerato l’album heavy metal per antonomasia. Un piccolo assaggio qui sotto 😉

BLIND GUARDIAN: nata nel 1985 a Krefeld, in Germania, la band del guardiano cieco è una delle più valide nel panorama power metal europeo (e oserei dire mondiale). Leggende che si rifanno alla mitologia norrena, al Signore degli anelli, al ciclo arturiano… Magia e misticismo sono i loro temi principali: profezie, cavalieri, bardi e regni incantati… La cosa che mi fa impazzire di questo gruppo è che sa giostrarsi perfettamente tra canzoni “pesanti”, con un cantato molto aspro, e meravigliose ballad dai richiami “medievaleggianti”. Un vero e proprio viaggio nel mondo della fantasia. Chiudete gli occhi, lasciatevi trasportare dalla musica e, se sarete fortunati, potreste incontrare gli elfi…

VIRGIN STEELE: ultima band di cui vi parlerò in questo chilometrico articolo (anche se sono moltissimi i gruppi che ascolto e che amo), i Virgin Steele fanno parte di quel sottogenere  di cui nessuno ha mai capito una mazza e che prende il nome di Epic Metal, lo stesso genere dei Manowar. Diciamo che Virgin Steele e Manowar sono considerati i fondatori di questo sottogenere dell’heavy metal che, ancora una volta, affronta tematiche mitologiche: battaglie, sangue e onore. I Virgin Steele, tuttavia, hanno scelto come racconti mitologici non quelli norreni ma quelli legati all’epica greca e a romana: divinità, eroi prometeici, sacrifici e battaglie degne di un poema omerico. La loro musica è decisamente innovativa e mescola l’heavy metal puro alla musica classica e progressiva. Come i Blind Guardian, i Virgin Steele sono perfetti per accompagnare un racconto fantastico “a la Tolkien”. Se non ci credete, ecco una delle canzoni che preferisco 😉

Ed eccoci alla fine dell’articolo. Se siete arrivati fin qui siete davvero bravi XD E voi cosa ne pensate della musica? Vi aiuta nella scrittura o è una distrazione? E quali sono i vostri generi preferiti? 🙂

 

 

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6 pensieri su “Musica e scrittura

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