Aspettative

Iniziamo il nuovo anno con un racconto strano, una specie di divertissement (aò, parla come magni!). L’atmosfera soffocante, la paura di un ragazzo, la prospettiva di un’impresa terribile pronta a schiacciarlo… Ma cosa lo aspetta davvero oltre il portone?

Aspettative – 20lines

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Il fiato caldo dell’estate gli ustionava il viso eppure lui quasi non lo sentiva. Non aveva la forza nemmeno di pensare. Era inchiodato al sedile del passeggero, sotto la canicola di pieno mezzogiorno. Fuori dal finestrino, una mandria di turisti in pantaloncini e sandali sfilava ottusamente, seguendo l’ombrellino rosso della guida che a tratti spariva e riappariva nella ressa.
Diego si asciugò il sudore della fronte e si rollò una paglia. Era sicuro lui. Ci era già passato. Ne era uscito a pezzi, ma a testa alta, come l’uomo che era. Ma ora toccava a lui, al più piccolo della famiglia Carrone. Al piciriddu. Sentiva il peso del futuro premergli sulle spalle. Ancora qualche secondo di attesa e ne sarebbe stato schiacciato.
«Lo devo fare proprio?» chiese, rivolto verso il profilo roccioso del fratello.
«Sì. Solo così diventerai uomo e potrai andare avanti per la tua strada.»
«E se non fossi ancora pronto?»
Diego sorrise, mostrando i denti ingialliti dal troppo fumo. Il suo orecchino d’argento scintillava ferocemente sotto il sole.
«Vedi… è come la prima volta che vai con una donna. Non puoi sapere se sei pronto. Ci vai e basta.»
«Sì, ma se non ce la facessi?»
Diego lo scrutò seriamente.
«Allora lo rifarai, ancora e ancora… finché non gliela farai vedere a quei cornuti.»
«Sì, ma se fallissi… Papà che direbbe?»
Diego sospirò.
«Papà ti vuole bene. Avrà pazienza. Però sai che se avrai successo al primo colpo onorerai ancora di più la famiglia Carrone. Ed è questo che deve fare un figlio.»
Lui annuì, ma non erano bastate la parole rilassate del fratello per calmarlo. Non con quel dannato edificio che sovrastava la loro piccola utilitaria. Fece per uscire.
«Hai preso tutto?» lo ammonì Diego.
«Sì.»
«Sei sicuro? Una volta che entri non puoi più uscire!»
«Sì ti dico! Ho controllato anche stamattina. C’è tutto quello che mi serve.»
«Bene.»
Aprì la portiera e nel farlo si vide riflesso sul vetro del finestrino. Vide il suo viso da adolescente e il suo corpo, che ancora non era quello di un uomo. Ebbe paura, ma ormai era lì e non poteva tornare indietro. Diego aveva ragione. Ci erano passati tutti e lo avrebbe fatto anche lui. Avrebbe varcato quella soglia e affrontato quello che lo aspettava a testa alta. Sorrise, stupendosi di trovare dentro di sé quel poco di coraggio necessario per farlo avanzare. Uscì dall’auto e, calatosi il cappello col frontino in testa, iniziò a camminare, cercando di lasciarsi tutto dietro le spalle. Era già quasi arrivato al portone quando Diego lo richiamò con un fischio. Lui si voltò con aria interrogativa.
«Che c’è?»
Diego sorrise.
«Buon esame di maturità, fratellino.»

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3 pensieri su “Aspettative

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