Riflessioni – It Follows: quando si ha paura dell’uomo

“La più antica e potente emozione umana è la paura, e la paura più antica e potente è la paura dell’ignoto.”
Howard Phillips Lovecraft

Non so quanti di voi abbiano visto “It follows“, recente film horror diretto dal semi-sconosciuto David R. Mitchell. Ecco, diciamo che questo articolo non è una vera e propria recensione, quindi mi rivolgo a chi il film l’ha già gustato, riservando poche righe di riassunto a chi non avesse ancora avuto occasione di vederlo.

In questo film si parla di una terribile maledizione, che si trasmette attraverso i rapporti sessuali: chi ne è affetto, per potersene liberare, non deve fare altro che passarla a qualcun altro. In poche parole, una vera e propria patata bollente da lanciare al primo ebete passato per strada. Pim-pum-pam…zak. E chi s’è visto s’è visto.
Chi contrae questa maledizione si trova ad essere inseguito, costantemente, da una “cosa”, un essere che prende la forma di persone diverse, quasi le potesse indossare come fossero vestiti (sono fantasmi, zombie, demoni? Non lo sapremo mai). Dialogare con questi esseri è impossibile e tutto quello che possono fare i protagonisti è scappare, terrorizzati a morte da qualcosa che non possono capire e di cui non possono ostacolare la macabra avanzata.

Ad avermi colpito, in questo film, è stata proprio la scelta della minaccia principale. Non parliamo di vampiri, di lupi mannari o di maniaci scappati dal manicomio in una giornata di temporale: parliamo di persone, persone qualsiasi, che si accaniscono sul malcapitato di turno senza un motivo apparente.
Non vedete la connessione con ciò che accade quotidianamente? I fatti di cronaca sembrano dare forza al concetto latino di homo homini lupus, espressione che indica la malvagità innata degli uomini, che sono pronti ad azzannarsi l’un l’altro per futili motivi. Le armi che potrebbero fermare tutto questo, la cultura, la conoscenza, la comunicazione, si rivelano troppo spesso impotenti, visto che chi uccide è talmente chiuso nel suo credo che è come se avesse perso il dono di parlare o di ragionare. La forza che lo anima è una follia che definire animale non sarebbe giusto: è puramente umana.

Ecco perché, a mio parere, “It follows” è uno dei migliori horror degli ultimi anni: in modo concreto, ha saputo raffigurare nei volti impassibili e terribilmente umani dei suoi mostri la paura che, negli ultimi anni, attanaglia tutti noi. La paura dei nostri simili che poi è, come ci ricorda il Solitario di Providence, la paura dell’ignoto. Perché chi può dire con esattezza cosa si nasconda nel cuore di chi ci passa accanto per la via?

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2 pensieri su “Riflessioni – It Follows: quando si ha paura dell’uomo

  1. La tua riflessione la condivido pienamente. Il rapporto tra uomini è divenuto qualcosa di futile, tanto che solo chi ha questa maledizione è consapevole dei pericoli che corre. Si potrebbe anche aggiungere che quello che contraggono è qualcosa di simile all’AIDS, il virus che colpisce chi non ha rapporti sessuali protetti. Le difficoltà a trovare una cura sono equivalenti alla complessità dei protagonisti nel cercare una via d’uscita. Molti sono gli aspetti interessanti trattati, così come la tensione creata da una regia molto accurata. Peccato la seconda parte del film secondo me non all’altezza. Per me il miglior horror di questi tempi è Babadook

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    • Giusto, ottima riflessione 😉 Secondo me l’errore di “It follows” è quello di aver messo giù belle idee ma senza sistemarle in modo coeso, è tutto un po’ casuale, un po’ scollegato. La seconda parte, in effetti, sembra scritta a casaccio, tanto per far finire il film XD Comunque anche secondo me il Babadook è a un altro livello e tra l’altro anche lui trova una minaccia originale, ossia il lutto per la morte del marito che diventa, con il tempo, un mostro distruttivo. Siamo ben lontani dai villain convenzionali delle origini degli horror e questo sicuramente è un passo verso la modernità del genere 😉

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