Questione di riti

Waterman Perspective Fountain Pen in Black

Scrivere è un momento intimo. E come tutte le cose personali, ognuno di noi lo fa a modo suo. C’è chi sorseggia un Dry Martini, chi sgranocchia patatine a ciclo continuo; chi ancora recita i dialoghi dei suoi personaggi con intonazioni così diverse che Marlon Brando scansati.
Io? Io quando scrivo non posso fare a meno di queste tre cose:

  • Cuffiette infil(z)ate nelle orecchie e musica a palla di qualsiasi genere (anche se, lo sapete, preferisco il rock e il metal). Credo che la musica sia un vero toccasana per la creatività e sapete perché? Perché è un generatore di emozioni. Dovete scrivere una storia malinconica? Ecco che Morricone fa al caso vostro. Volete ritornare negli anni ’80? Via di Duran Duran. Non siete abbastanza incazzati? Eccovi pronti gli Slayer. La musica ti permette di entrare in un determinato stato d’animo e quando scriverete le parole usciranno da sole, o almeno più in fretta di quanto lo farebbero normalmente. Provare per credere!
  • Ondeggiare la mano. E anche qui siamo sempre in ambito musicale. Rileggo spesso quello che scrivo (anche troppo forse) e quando lo faccio mi viene naturale muovere la mano come fossi un direttore d’orchestra, seguendo il ritmo e la musicalità delle parole. È il mio modo di vedere se tutto fila liscio e se la lettura è agevole. Appena sento una “nota” stonata… Stop, via di tasto “canc” e si riscrive il pezzo incriminato. Da capo!
  • Passeggiare per la stanza. Ogni volta che finisco un capitolo o una scena importante mi alzo in piedi e mi metto a passeggiare per la casa o, se non posso fare altrimenti, nella stanza, facendo lo slalom tra comodini, zaini e panni stesi. Questo può sicuramente spezzare la concentrazione, ma è anche un modo per schiarirsi le idee e ritornare a quello che si è scritto in modo distaccato. Così si trovano più facilmente gli errori. E poi, diciamocelo tra noi, è anche un modo per fare un po’ di movimento. Non so voi, ma tra lavoro e hobby ho le abitudini di un ottantenne.

Ecco. Questi sono i tre “riti” a cui non posso fare a meno quando scrivo una storia. Quali sono i vostri? 😉

Annunci

3 pensieri su “Questione di riti

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...