Cameriere, c’è una minestra nella mia mosca

locusta

«Oè ragazzi, che si fa stasera? ‘Na pizzetta?»
«Naaaa, come sei mainstream! E se andassimo in quel posto nuovo?»
«Quale? Quello in Via Cimice 21? Oh, buona idea! Ho proprio voglia di un tramezzino coi vermi.»
«Allora siamo d’accordo. Così mi faccio un’insalatina di bacarozzi leggera leggera.»

Dialogo da fantascienza? Non proprio. Gli insetti potrebbero essere il cibo del futuro. O almeno è questo che si legge un po’ ovunque su testate nazionali, blog e riviste specializzate. Di sicuro, visto che fra una decina d’anni la terra conterà nove miliardi di persone, i nostri amici a sei zampe potrebbero diventare davvero una risorsa alimentare insostituibile, visto che sono ricchi di proteine e soprattutto eco-sostenibili. Dalle formiche fritte in Cina ai bruchi in salamoia in Africa: nel mondo vengono già consumate 2000 specie diverse di insetti. Insomma, manchiamo solo noi.

Dal punto di vista normativo la situazione europea è ancora poco chiara, ma chissà: fra qualche mese potremmo trovare locuste, scorpioni e larve del legno sugli scaffali del supermercato, magari vicino ad una succulenta bistecca di maiale o ai dadi da brodo. Ci sono già i primi pionieri, come la start-up Italbugs che, tra le altre cose, ha proposto un panettone realizzato con farina di baco da seta. Vi è già venuta l’acquolina in bocca, eh?

Non so come voi la pensiate ma, a me, la cosa non disturba affatto. Sono aperto alle sperimentazioni, soprattutto se culinarie (chi mi segue sa già quanto adori mangiare). Purtroppo mi rendo conto che le abitudini possono essere degli ostacoli duri da abbattere e lo dimostrano i numerosi commenti piccati sui social. C’è chi parla di un gombloddo1!1! ai danni della nostra cucina e chi si è già lanciato in una crociata contro l’invasione di questi “costumi barbari”. Noi, proprio noi, che abbiamo inventato i bucatini dell’amatriciana, i tonnarelli cacio e pepe e l’impepata di cozze! Abbassarsi a trangugiare gli stessi mostriciattoli che spiaccichiamo con le ciabatte di casa? Giammai!!
E in effetti, al solo pensiero di addentare una cavalletta o uno scorpione mi vengono i brividi e mi si chiude lo stomaco. Ma voglio farmi forza e provare. La prima volta che troverò da qualche parte un barattolo di locuste o un sacchetto di farina di baco da seta, lo comprerò e mi ci farò un pranzetto. Magari vomiterò tutto quanto, ma almeno potrò dire orgogliosamente di averci provato. Sembrerebbe, tra l’altro, che i gusti non siano neanche tanto male: gamberetto per lo scorpione, nocciola per il coleottero e cereali per il baco. Che poi tanto, come ci ricorda Mouse in Matrix, alla fin fine sa tutto di pollo.

E voi, per caso avete avuto modo di assaggiare queste “prelibatezze”, magari durate un viaggetto in Thailandia? Se sì fatemelo sapere con un commento 😉 Sono davvero curioso!

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Che lettore sei?

chelettoresei

Come state trascorrendo le vacanze? Io, tra una cosa e l’altra, sono tre anni che non faccio un viaggio come si deve, ma non me ne preoccupo: per fortuna ho i miei libri con me (e non devo neppure fare il check-in). Un giorno, quando avrò il portafogli più gonfio, partirò per le Bahamas e non tornerò più. Scherzo. Tra l’altro preferisco la montagna.

Visto che ultimamente mi sono sparato quattro libri in una settimana (tutti gialli e thriller con omicidi, malati di mente e incubi notturni), mi sono posto una domanda esistenziale, una di quelle serie: “che tipo di lettore sono?” E visto che non avevo una risposta pronta, ho ritenuto opportuno creare un post in cui elencare le specie più diffuse di lettore, nella speranza di individuare più facilmente la mia XD
Ecco IMHO i tipi più comuni di lettore. E voi a quale categoria appartenete? 😉

  • Il vecchio: il lettore “vecchio” non è necessariamente un ultracentenario, anzi. Solitamente è un adolescente o un ventenne che trova più affascinante la letteratura dei secoli precedenti piuttosto che quella a lui contemporanea. Schifa i bestseller del momento, accusandoli di aver cresciuto una generazione di imbecilli e vive costantemente proiettato nel passato. Se gli frugate nella borsa troverete Italo Svevo, Dumas (padre e figlio), Victor Hugo, Giacomo Leopardi, Dante Alighieri, Giulio Cesare, L’indovinello Veronese, Alessandro Manzoni ed Emily Brontë. Insomma, i suoi interessi vanno dalla nascita della letteratura babilonese alla metà del Novecento. Parlategli di “Cinquanta sfumature di grigio” o di “Twilight” e vi vomiterà sulle scarpe. Per certi versi ha ragione, ma non necessariamente un libro contemporaneo è spazzatura. Se fai parte di questa categoria, cerca di superare i tuoi limiti e acquistare un libro moderno (magari di qualche scrittore non osannato). Ne rimarrai sorpreso.
  • Il monogamo: il monogamo è uno dei tipi di lettore più comune. Sposato ad un solo genere, il solo pensiero di avventurarsi in un territorio sconosciuto gli dà i brividi e il raffreddore da fieno. Di solito è un appassionato di fantasy e horror. Consigliategli di leggere un giallo, oppure un romanzo d’amore o un drammatico o un’autobiografia o un romanzo-inchiesta. Vi guarderà come se foste pazzi. Se appartieni a questa categoria, sforzati di provare cose nuove. È come con la cucina: se mangi solo dolci, prima o poi ti verrà il diabete!
  • L’occasionale: È il contrario del “vecchio”. Quando legge (e non lo fa spesso) si lascia abbindolare da belle copertine e dai nomi roboanti degli scrittori più cool del momento. Un classico non l’ha mai aperto in vita sua e non contempla che il segreto per essere un bravo lettore sia conoscere le basi della letteratura. Se fai parte di questa categoria, cerca di andare “indietro nel tempo”. I libri vecchi non sono muffa. Misurarti coi grandi maestri del passato, ti permetterà di analizzare meglio i libri contemporanei, dandoti gli strumenti critici per capire se quello che stai leggendo è un libro che vale o spazzatura. E non lasciarti ingannare dalle diciture “il caso editoriale dell’anno”, “vincitore del premio Sbarbatelli 2012” oppure dallo slogan “un successo da venti milioni di miliardi di copie vendute solo in Egitto”: è tutto marketing di bassa lega.
  • L’ultra-fanboy: è il lettore che conosce a menadito le opere del suo autore preferito. È un miscuglio tra lettore “occasionale” e “monogamo” solo che l’ammirazione per un libro o per un saga letteraria raggiungono, nella sua mente, livelli preoccupanti, creando una sorte di sindrome ossessiva compulsiva. L'”ultra-fanboy” vive costantemente nell’ombra del suo libro preferito; crede che i personaggi letterari siano vivi e che un giorno potrà incontrarli; si fa fotomontaggi accanto a (Isa)Bella Swan o Frodo Baggins; immagina storie d’amore impossibili (e insensate) tra Draco Malfoy e Ronald Weasley; stalkera i suoi autori preferiti, chiedendo loro di sposarli e li pedina da Starbucks. Se gli si fa una critica (magari sensata e costruttiva) sul libro dei loro sogni, si metteranno a piangere o, nella peggiore delle ipotesi, vi asfalteranno con una falciatrice (in stile  Annie Wilkes di Misery) Se fate parte di questa categoria prestate attenzione: la letteratura è un viaggio di andata ma anche di ritorno. Cercate di essere più obiettivi.
  • Il macinatore: è il lettore forte, l’eccezione alle prospettive catastrofiche del mondo della lettura. Mentre sempre meno gente legge (e compra) libri, “Il macinatore” acquista quattro libri al giorno, leggendoli a velocità supersonica. Questo gli fa onore, ma ci sono due effetti collaterali e altrettanti rischi: che i libri, alla fine, non se li ricordi: leggere troppo in fretta non fa bene, è come mangiare tre teglie di lasagne una dopo l’altra. Secondo effetto collaterale: leggerà così tanto che non avrà tempo per provare altre tipologie di narrazione. Se fai parte di questa categoria, ricordati che una buona storia non viene raccontata solo dai libri, ma anche dai film, dalle serie TV, dai videogame. Prova un po’ di tutto, impara diversi linguaggi e non pensare che tutto ciò che viene mediato da uno schermo a cristalli liquidi sia il male del mondo. Capito??
  • Il non lettore: È come un ateo della letteratura. Se gli chiedete come fa a vivere senza aver mai aperto un libro vi risponderà, spesso stizzito,”ho altre cose importanti da fare?” oppure “Io lavoro, sai?”. In realtà di tempo ne avrebbe è che lasciarsi andare alla fantasia un po’ lo spaventa. Se appartenete a questa categoria non lasciatevi impaurire dalla vastità della lettura: una passo alla volta e scoprirete che perdersi nel vortice delle parole è, molto spesso, ritrovarsi.

Ed ecco la lista dei lettori-tipo. Probabilmente me ne sono dimenticato qualcuno perciò, se ve ne vengono in mente altri, lasciatemi un commento e provvederò a integrare la lista. Uh, a proposito:se mi dite la vostra categoria io vi dirò la mia! 😛

Cozmo!

Curiosando per il web mi sono imbattuto in questo interessantissimo progetto.
Cozmo è un piccolissimo robot dotato di un grande cuore. Infatti è in grado di riconoscere e replicare le emozioni umane. Già, proprio così. E il bello è che le sue emozioni non sono casuali ma fanno parte della sua complessa personalità, che si costruisce man mano che interagiamo con lui, in un processo di apprendimento che ci proietta concretamente nel futuro. In quanti racconti di fantascienza si è trattato il tema delle emozioni, dell’intelligenza artificiale, di ciò che divide l’uomo dalla macchina? Così tanti che, quando ci troveremo davanti a qualcosa di effettivamente concreto, ci sembrerà quasi di sognare o di essere finiti in una trasposizione cinematografica di un romanzo di Asimov. Con Cozmo compiamo un passo, per quanto piccolo, verso questa direzione.

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Cozmo è uno dei primi robot le cui emozioni (almeno a detta dei creatori) sono molto più di una funzione come un’altra: sono il suo modo di essere e di pensare. Nonostante le sue dimensioni ridotte, dunque, il prodotto della Anki è un vero gioiello tecnologico, dotato di un’intelligenza artificiale piuttosto evoluta, e il bello è che ha un prezzo alla portata di tutti: all’incirca 170 dollari.
La chiave del successo di Cozmo è sicuramente il suo aspetto, buffo, cartoonesco, in grado di suscitare immediatamente simpatia. Il fatto che sembri uscito da un film della Pixar non è un caso: Cozmo è dichiaratamente ispirato a Wall-E, piccolo capolavoro di dolcezza uscito dalla fervida immaginazione del colosso californiano, e molti membri del progetto vengono proprio dal mondo dell’animazione, alcuni direttamente dalla Pixar Animation Studios in persona. Per quanto Cozmo non sia altro che un giocattolino avveniristico, la sua intelligenza artificiale lascia ben sperare per gli sviluppi della robotica e ci dà un piccolo assaggio di quello che ci aspetta in futuro 🙂

Sono sempre stato affascinato dai robot e credo che ormai ci siamo vicini. Averne uno in casa sarà questione di pochi anni, una decina al massimo. Siamo ancora all’inizio del percorso, certo, ma senza dubbio quella dei robot sarà una rivoluzione che cambierà il nostro modo di vivere e pensare. Sarà un cambiamento positivo o negativo? È ancora troppo presto per dirlo. Senza dubbio, però, il fascino di questi oggetti tecnologici creati a nostra somiglianza (a noi piace tanto sentirci Dio) è innegabile.
E voi che ne pensate? Accettate di buon grado l’idea di vedervi un androide che gira per casa e che, magari, cucina per voi o vi aiuta a stendere il bucato? Oppure avete timore che in qualche modo vi sostituiscano? Lasciate un commento e ditemi la vostra! 😉

P.S. Se non fossi costantemente al verde Cozmo sarebbe uno dei miei prossimi acquisti XD