Brividi di inchiostro – letture consigliate nella notte più nera dell’anno

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Si avvicina la notte più spaventosa dell’anno. Perché non passarla al calduccio, luce di candela, coperta di poliestere, libro horror stretto tra le mani, ad ascoltare solo il rumore del vostro cuore che batte sempre più velocemente? Che senso ha uscire, quando il vero terrore si nasconde in quei piccoli segni neri che, come macchie di sangue seccato, violano il candore virginale delle pagine?
Restate a casa, ascoltate me, ascoltate la voce della vostra paura. Lasciatevi cullare dalle parole di chi, qualche secolo prima di voi, ha compiuto il trapasso, squarciando il Velo per raggiungere l’Oltreluogo. Non sentite i loro spiriti che gemono ad ogni pagina sfogliata, i loro sussurri farsi strada nelle vostre orecchie ad ogni paragrafo? Restate a casa, date retta a me. Che poi non sia mai che là fuori ci sia qualche mostro vero, in attesa che un lettore inconsapevole metta il naso fuori casa, in questa notte gelida (più o meno) di fine ottobre. Restate a casa e avrete salva la vita. Perché non si può davvero morire di paura mentre si legge un libro. O forse sì?

Ecco tre letture consigliate per una notte di terrore.

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  • H.P. Lovecraft. Il sommo, uno dei maggiori scrittori horror di tutti i tempi e considerato da molti uno dei pionieri della fantascienza americana. Con le sue visioni apocalittiche di mostri tentacolati e dèi abominevoli ha influenzato registi, artisti e scrittori. È dalle sue pagine che nascono successi come “It” di Stephen King, “La cosa” di Carpenter o “Hellboy” di Mike Mignola. Addentratevi in visioni nere come l’inchiostro e pregate di ritrovare la strada per tornare alla luce.

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  • Stephen King. Lo scrittore horror più osannato e prolifico del mondo. Ha regalato al mondo alcuni dei romanzi più spaventosi di sempre. È il compagno perfetto per una serata da brivido. Anche se potenzialmente TUTTI i suoi romanzi sono una sinfonia di terrore, io ve ne consiglio uno in particolare: Misery. Se amate scrivere vi sentirete vicini al protagonista, lo scrittore Paul Sheldon, in balia di una fan decisamente fuori di testa. E allora sì che vi verranno gli incubi.

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  1. Edgar Allan Poe. Un autore che non ha bisogno di presentazioni. Critico, giornalista, poeta e narratore. Probabilmente uno tra gli scrittori statunitensi più influenti di sempre. È lui che ha fissati i canoni della letteratura dell’orrore e del giallo, oltre che della fantascienza. Lovecraft in persona lo considerava un maestro. Insomma, si merita ampiamente di far parte di questa breve lista. Tanto più che i suoi racconti continuano a spaventare dopo oltre centocinquanta anni, sempre freschi e con un ritmo invidiabile. Ce ne sarebbero molti da consigliare, ma io ve ne dirò tre in particolare: “Il gatto nero”, “Il pozzo e il pendolo” e “Il cuore rivelatore”. Vedrete che c’è un motivo per cui le opere di Poe sono diventate dei classici intramontabili.

Probabilmente molti di voi avranno già letto questi capolavori. Per tutti gli altri, è arrivato il momento di recuperare 😉
E voi, avete qualche libro da consigliare? Magari il romanzo di uno scrittore meno conosciuto, un autore contemporaneo che vi ha colpito particolarmente con le sue visioni orrorifiche. Sono curioso di sentire la vostra opinione 😉
Intanto grazie e a presto. Oh, prima di dimenticarmene… Buon Halloween! 😉

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È tempo di giallo – Dieci piccoli indiani

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Sapete quando vi prende quella voglia matta di spararvi un genere letterario e allora fate un salto alla libreria e svaligiate l’intero scaffale prendendo a caso tutto quello che vi capita sottomano? Sì? Bene, allora appartenete alla categoria in via d’estinzione del lettore compulsivo, una strana bestia che si aggira, spesso ingobbita per via delle troppe ore passate sui libri, fra gli scaffali delle librerie o delle biblioteche. Se non fate parte di questa specie e ne incontrate uno non perdete tempo a parlarci: ormai avrò perso l’uso della parola e vi risponderà, se siete fortunati, con rapidi e indecifrabili movimenti degli occhi XD

Scherzi a parte, lunedì ho deciso di fare una passeggiata in libreria e, complice una serie di sconti invitanti, mi sono riempito le braccia di gialli e thriller a buon mercato. Oltre a Misery di Stephen King e Il bosco degli orrori (titolo orribile) di J. Rector (un thriller ben scritto ma che mi ha lasciato un po’ di amaro in bocca), mi sono ritrovato fra le mani niente di meno che Dieci piccoli indiani di Agatha Christie. Sì, lo so che dovrei vergognarmi per non averlo letto prima ma, come si dice, meglio tardi che mai.

L’ho divorato in tre ore cronometrate e, arrivato all’ultima pagina, non ho potuto far altro che pensare: la cara zia Agatha era un genio assoluto. Si tratta di uno dei gialli più riusciti di sempre, un classico intramontabile del genere con oltre cento milioni di copie vendute in tutto il mondo. Scritto benissimo, con uno stile misurato e incredibilmente rapido per l’epoca, ti accompagna pagina dopo pagina per poi ammazzarti con il colpo di scena finale. Sul serio: mi sono sentito come se fossi stato un’altra vittima del folle assassino, l’undicesimo indiano finito fra le grinfie di una superba giallista assetata di morte. Perciò, se non lo avete letto, vi consiglio assolutamente di farlo. Per di più raggiunge dei tali picchi di suspense da far invidia a molti scrittori di thriller contemporanei 😉

Una piccola curiosità: Dieci piccoli indiani propone quello che in gergo tecnico si definisce enigma della camera chiusa. Gli omicidi vengono compiuti in un luogo circoscritto, isolato, perciò l’assassino si nasconde per forza dentro la casa, mescolandosi fra le vittime. Ma come ci riesce? È qui che si rivela la grande maestria di Agatha Christie e l’incredibile fucina di idee che era la sua mente 😉

La biblioteca di Hogwarts

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Per la laurea ho ricevuto tre regali inaspettati (e graditissimi):

  • Le fiabe di Beda il bardo
  • “Animali fantastici e dove trovarli” di Newt Scamander
  • “Il Quidditch attraverso i secoli” di Kennilworthy Whisp

Li avete riconosciuti? Sono i tre pseudobiblia scritti da J. K. Rowling per espandere il mondo di Harry Potter. Che cos’è uno pseudobiblion? È un libro fittizio, ma citato come vero all’interno di un’altra opera narrativa. Questi tre libretti qua, infatti, sarebbero i manuali scolastici letti dagli studenti di Hogwarts durante le loro lezioni quotidiane. Beati loro.

Che dire? Leggere questi libri mi ha fatto ricordare quanto fossi patito per la saga di Harry Potter. E per certi versi lo sono ancora: difficile dimenticare le sensazioni provate mentre “ingurgitavo”, all’una di notte, le avventure di Harry, Ron, Hermione. Difficile dimenticare le risate, i sospiri di sollievo (quando i nostri se la cavavano per il rotto della cuffia) o le lacrime (quando il personaggio che tanto amavamo finiva ucciso da qualche spietato Mangiamorte. Tradotto: Sirius Black) C’è poco da dire: la saga della Rowling ha segnato la nostra infanzia e se l’è meritato. Un ottimo esempio di fantasy moderno, innovativo e ben costruito, uno dei pochi best seller degno di portare questo nome. Semplice lettura d’evasione, certo, ma che sapeva anche focalizzarsi su temi importanti, come l’amicizia, l’amore, il rispetto per le diversità…

Anche in questo caso la scrittrice inglese non si smentisce e riconferma le sue doti narrative e la sua fervida immaginazione. Finora il libro che mi è piaciuto di più è “Animali fantastici e dove trovarli”: una specie di bestiario per il mago moderno, un manuale di scuola con tanto di note a bordo pagina scritte da Harry Potter e Ronald Weasley in persona. Volete sapere le abitudini  e i costumi dei Maridi o come sconfiggere un terribile Lethifold? Il manuale di Newt Scamander è sicuramente la risposta a tutti i vostri interrogativi. Se poi aggiungete che buona parte dei libri sono commentati da nientepopodimeno che Albus Silente, potrete di sicuro ritenervi soddisfatti!

Ora sì che la mia “libreria di Hogwarts” può dirsi completa! Qualcuno di voi ha letto questi tre unici tomi? Vi sono piaciuti o li ritenete superflui? 😉

Curiosità. Ecco alcuni tra gli pseudobiblia più famosi del mondo: il Necronomicon citato da H.P.Lovecraft, L’Enciclopedia Galattica di Douglas Adams e L’Historia, il manoscritto immaginario che avrebbe contenuto in nuce la storia di Renzo e Lucia (ovviamente un parto della mente geniale di Alessandro Manzoni).

Libri consigliati – Fiabe Danesi (Iperborea)

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Il libro consigliato di oggi è “Fiabe Danesi” della casa editrice Iperborea. Nata a Milano nel 1987, Iperborea è una casa editrice specializzata in letteratura del nord Europa. La cosa che salta subito all’occhio, quando si prende dallo scaffale un libro edito da Iperborea, è il formato: un curiosissimo 10 x 20 (lungo e stretto) che, cito dal sito, è “il formato dell’antico mattone di cotto, ovvero l’oggetto più maneggevole inventato dall’uomo”. L’intento, infatti, era di dare “l’idea di libri-mattoni (ovviamente non nel senso di noiosi e pesanti, ma nel senso di costruttivi) che contribuissero a costruire la personalità, la mente e l’anima del lettore e anche (ambiziosamente) contribuissero a diffondere la reciproca conoscenza dei paesi europei e quindi a rinsaldare l’idea di Europa e di uno spirito e di una cultura comuni europei.

Scusate se mi sono dilungato troppo, ma devo dire che adoro le case editrici che si sanno differenziare, nella scelta dei titoli e nell’aspetto, e in questo l’Iperborea ci sa proprio fare. Fiabe Danesi, dicevamo. Non so voi, ma io adoro le fiabe. Leggerle è come tuffarsi in una realtà “altra”, viaggiare in un passato in cui tutto era più magico, in cui niente era certo, prevedibile, “misurabile”. Un periodo da fiaba, appunto, in cui un ragazzotto povero, con l’aiuto di uno scrigno fatato, poteva farla in barba al Re in persona e farsi costruire in una notte una meravigliosa reggia dove prima c’erano solo campi grigi. Poetico (e facile), non trovate? 😉 In questa bellissima raccolta c’è tutto quello che ci si aspetterebbe da un libro di fiabe: principesse in pericolo, malvagie regine, scaltri contadini e animali parlanti. Anche se sono tutte molto originali, è bello trovare in queste fiabe dei percorsi comuni, dei legami con le fiabe più “famose” che poi sono quelle con cui siamo cresciuti da bambini: Biancaneve, Cenerentola, Jack e il fagiolo magico…

Che altro dire? Leggere questa raccolta è un po’ come tornare bambini. C’è un pizzico di ingenuità fra queste pagine, ma anche di orrore, di passione e, soprattutto, di inventiva. E poi, per via dei loro meccanismi narrativi, potrebbero risultare assai utili agli “inventori di storie” come noi 😉 A presto!

Pokemon BookTag

E rieccoci qua, a pochi minuti di differenza tra un post e l’altro XD Sono appena stato taggato al Pokemon BookTag, una simpatica iniziativa che… beh, è più semplice farlo che spiegarlo, perciò… Si parte!

METAPOD
Un libro semplice ma d’effetto

“Con gli occhi chiusi” di Federigo Tozzi

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Ci ho pensato un po’ e ho scelto “Con gli occhi chiusi” di Federigo Tozzi. Non credo si possa definire “semplice” a tutti gli effetti: per certi versi è un romanzo piuttosto complesso, ma è lo stile ad essere semplice e tuttavia incisivo; ti trascina via, ti acceca come il paesaggio arido e assolato che descrive… Sicuramente un romanzo un po’ sottovalutato ma sicuramente d’effetto 😉

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BIDOOF
Un libro che hai appassionatamente odiato

“Cent’anni di solitudine” di Gabriel Garcìa Màrquez

Centanni

Sigh, mi dispiace molto, ma a me il realismo magico proprio non piace. Cent’anni di solitudine, infatti, è uno dei pochi libri che ho iniziato ma che non sono riuscito a finire! Non odiatemi vi prego XD

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GARBODOR
Un libro, dal quale  ti aspettavi che non ti sarebbe piaciuto a causa della copertina, ma che alla fine hai amato!!

“Momo” di Michael Ende

Ebbene sì, la copertina di Momo non mi piace proprio, ma il romanzo è fantastico, leggere per credere 😉 La copertina non la trovo, dovete fidarvi sulla parola XD

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CHARIZARD
Un libro con un protagonista fiero

“Se questo è un uomo” di Primo Levi

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Un libro che non ha bisogno di presentazioni. C’è una fierezza, all’interno di questo libro, che scaturisce dalla razionalità e dalla morale che Primo Levi, nonostante quello che ha vissuto, è riuscito a mantenere. Un classico che più classico non si può. Da brividi.

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SQUIRTLE
Un libro che pensi sia adorabile

“Il meraviglioso mago di Oz”

Oz

Uno dei libri classici per l’infanzia, affascinante e magico, Baum è stato un genio nel plasmare uno dei mondi fantastici più amati di sempre. Da non perdere 😉

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PIKACHU
Un libro famoso che tu hai amato

“Harry Potter” di J. K. Rowling

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Altro libro che non ha bisogno di presentazioni. Noi degli anni ’90 siamo cresciuti con quella che è forse la saga più amata di tutti i tempi. E, diciamoci la verità, è un libro famoso ma che ha spessore, e questo è tutto dire 😉

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JIGGLYPUFF
Un personaggio dal carattere debole che non hai potuto fare a meno di adorare

“Mattatoio n.5” di Kurt Vonnegut

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Questo è un libro di fantascienza davvero strano. Date un’occhiata alla mia recensione e capirete perché. Il protagonista è davvero un personaggio complesso, fragile, che incarna in sé tutte le debolezze e le domande senza risposta dell’uomo moderno. Come si fa a non amarlo? 🙂

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PIPLUP
Un libro che viene sottovalutato

“Il più grande uomo scimmia del Pleistocene” di Roy Lewis

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Ecco, non so se sia esattamente un libro sottovalutato, ma so che pochi dei miei amici (quasi nessuno) lo conoscono. E’ un libro di fantascienza davvero sopra le righe, che racconta la vita di un gruppo di cavernicoli ai tempi del Pleistocene. Fra battute di spirito e anacronismi ci si diverte molto ma, fidatevi, non è un libro stupido, anzi a suo modo è davvero complesso 😉

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ROSERADE
Un libro che ti ha intossicato così tanto da non poter smettere di leggere!!

“Addio alle armi” di Ernest Hemingway

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Con la forma di un diario autobiografico (anche se non lo è totalmente) Hemingway ci racconta il ritiro delle armate italiane dopo la sconfitta di Caporetto. Un libro incredibile (d’altronde, è Hemingway) che riflette gli orrori della guerra e mostra come fosse difficile, all’epoca, trovare dei valori in cui credere. Un libro che, come un fiume in piena, ti trascina via. Inarrestabile.

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PSYDUCK
Un libro che ti ha lasciato confuso e disperato per il finale!

“1984” di George Orwell

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Che dire! Forse il romanzo più sconvolgente che sia mai stato scritto. Ambientato in un mondo distopico che non lascia via di fuga, “1984” finisce nel modo peggiore possibile: senza alcuna speranza di poter rovesciare il tirannico Grande Fratello. E io che pensavo che la ribellione avrebbe avuto successo! Povero ingenuo!

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Ecco qui! Un tag mooooooolto impegnativo, ma davvero divertente! Non nomino nessuno, ma se qualcuno fosse interessato, beh non gli resta che darsi da fare 😉 Buon divertimento! 🙂

Libri consigliati – Cose preziose di Stephen King

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Salve a tutti! Speravate che fosse un nuovo racconto, eh? E invece è un’altra recensione. Ma non disperate: sto preparando un racconto horror, uno dei miei, uno “a la Lovecraft[1]”, che pubblicherò in occasione dell’imminente festa di Halloween. Nel frattempo, sempre per rimanere in tema, volevo recensire un romanzo che mi è piaciuto da morire: Cose Preziose di Stephen King (1991).

Stephen King è uno dei miei autori preferiti e negli anni, quasi senza rendermene conto, ho letto montagne e montagne di suoi romanzi. Molti di voi lo considereranno un autore mainstream, uno di quegli scrittori di bestseller che sfornano romanzi uno uguale all’altro, ma a me, nonostante un evidente calo nella qualità della sua narrativa, continua a piacere. Sarà lo stile, saranno le trovate narrative, sarà la capacità di immergersi a fondo nella psiche turbata e malata dei suoi personaggi… Per me, Stephen King è e resterà sempre un grande. Sul serio. E Cose preziose è nella top 5 dei suoi romanzi che preferisco, sebbene non sia considerato una delle sue opere migliori.

La trama è una delle classiche trame “corali” di Stephen. Nella piccola, noiosa cittadina di Castle Rock (una cittadina fittizia del Maine) viene aperto un nuovo e misterioso negozio. I cittadini, abituati alla noiosa routine che caratterizza la loro esistenza di provincia, vengono attirati come mosche all’interno dell’emporio dove fanno la conoscenza con il proprietario: Leland Gaunt. Un uomo affabile e cortese, ma che ha qualcosa che non va: le dita delle mani troppo lunghe, il sorriso strano, gli occhi che cambiano colore… Nessuno sembra farci caso, anche perché Gaunt, nel suo negozio, vende di tutto. O meglio, vende tutto quello di cui le persone hanno bisogno. Per qualcuno è la figurina di un giocatore di baseball che gli mancava per completare l’album, per un altro è una fantomatica scheggia dell’Arca di Noè, per un altro ancora una strana collana in grado di curare l’artrite… Sono oggetti costosi, ovviamente, ma Leland è un uomo molto generoso: si accontenta di pochi spicci e di unoscherzetto ai danni di un altro inconsapevole abitante. Che cosa sarà mai uno scherzetto, no? Eppure, dispetto dopo dispetto, inganno dopo inganno, le malvagità, le invidie, l’odio celato nel cuore “perbene” degli abitanti riaffiorano, e Castle Rock precipita nel caos. Il sangue comincia a scorrere lungo le strade e l’unico a poter fermare tutto ciò è lo sceriffo Alan Pangborn, l’unico degli abitanti a non essere finito nel tranello del diabolico Gaunt.

Per chi già conoscesse Stephen King, questo romanzo sarà un’occasione per tornare nella cittadina di Castle Rock, che è stata lo sfondo di molti altri suoi romanzi di successo (fra gli altriLa zona morta, Cujo e La metà oscura) e per seguire le avventure, nel bene e nel male, di molti personaggi già familiari. Per tutti gli altri, Cose preziose sarà comunque un romanzo stuzzicante, ricco di colpi di scena, di suspense e di humour nero.

Annoiarsi è impossibile, fidatevi, e il valore aggiunto di questo romanzo è che riesce a ritrarre alla perfezione le ipocrisie, le falsità e le meschinità che gli uomini nascondono nel loro cuore e che, se si premono i tasti giusti, sono destinate a esplodere. Letteralmente. In questo, Stephen King si rivela ancora una volta un maestro.

Ecco tutto. Spero che il mio consiglio vi sarà gradito. Se avete già letto questo romanzo, commentate pure qui sotto e dite la vostra! Vi è piaciuto o vi ha deluso? E quali sono i vostri romanzi di Stephen King preferiti? Grazie per avermi seguito e a presto! 🙂


[1] Perdonami, Maestro, per averti nominato in relazione ad uno dei miei schifosissimi racconti horror

Libri consigliati – Stardust di Neil Gaiman

Salve a tutti! È passato un po’ di tempo dalla mia ultima recensione di un libro, perciò è ora di rimboccarsi le maniche. Perché, diamine, non posso mica annoiarvi solo con i miei racconti, no?

Quest’oggi, voglio parlarvi di Stardust, di Neil Gaiman.
Come chi mi segue già saprà, io amo molto il genere fantasy, ma sono decisamente difficile da accontentare. Dal momento che Il Signore degli Anelli è uno dei miei romanzi preferiti (anche se non concordo nel definirlo un fantasy a tutti gli effetti, ma piuttosto il riuscito tentativo di creare un’opera epica in pieno Novecento, un’operazione, diciamocelo, che ha dello straordinario), qualcuno di voi potrebbe credere che sia un patito delle epopee fantasy in dieci volumi, quelle con elfi, gnomi, draghi, cavalieri senza macchia e perfidi Signori Oscuri, il tutto condito dal barbuto stregone che, nel rispetto devozionale del suo ruolo attanziale, rimane sempre e comunque una guida del protagonista. Sbagliato. Per me il fantasy deve mantenere un contatto con la fiaba, deve avere un retrogusto, come dire, leggendario. Insomma, piuttosto che fingersi un romanzo storico, il mio fantasy ideale deve farmi volare nel passato, nell’epoca dorata e trasognata dell’infanzia. E infatti i miei romanzi fantasy preferiti sono Il Mago di Ursula K. Le Guin e La storia infinita di Michael Ende. Romanzi originalissimi, che, pur rimanendo fedeli al loro genere di appartenenza, riescono ad essere innovativi e a non cadere nei cliché di cui, ahimè, il fantasy di oggi è stracolmo.
Cosa c’entra tutto questo con Stardust? Semplice: Stardust è molto vicino a questi miei modelli “ideali” di fantasy e infatti l’ho amato moltissimo.

La trama, in sé, è piuttosto semplice. Il giovane Tristan Thorn, un annoiato abitante del noioso villaggio di Wall, si trova a dover compiere una quest all’apparenza impossibile: portare alla sua algida amata, Victoria Forester, una stella caduta. Un’impresa impossibile, converrete anche voi, ma non una volta entrati nel magico mondo di Faeria. Wall infatti, pur essendo un villaggio come tutti gli altri, sorge vicino ad un muro (da qui il suo nome), unica barriera a dividere il nostro mondo, un posto prevedibile pieno di regole sociali, matrimoni combinati e ipocrisia, dal luogo della fantasia e della magia, Faeria appunto.
Mosso da questo suo amore impetuoso e, sotto sotto, non così poi significativo, Tristan oltrepasserà il muro. Il suo sarà un viaggio incredibile, che lo porterà a conoscere strani e inquietanti personaggi, assurdamente improbabili eppure magicamente concreti: le sorelle streghe che cercano la perduta giovinezza; un’intera casata di principi omicidi, intenti a uccidersi l’un l’altro per conquistare il trono e il potere della stella; una ciurma di pirati che a bordo di un veliero volante “navigano” le nuvole a caccia di saette… In un mondo così strano e pericoloso, come potrà mai sopravvivere il giovane e inesperto Tristan? Riuscirà a compiere la sua impresa? Sopravvivrà alle macchinazioni dei potenti e all’avidità delle sorelle megere? Scoprirà qualcosa di più su se stesso? E poi, la stella, sarà davvero una stella come ce la immaginiamo noi? Mi dispiace, ma non risponderò a nessuna di queste domande, perché vi rovinerei il finale, e questo proprio non posso permettermelo.

Vi dirò solamente il motivo per cui Stardust è un libro che dovreste leggere.
Primo: la storia. Una storia semplice, vero, ma riuscita e avvolgente, capace di farvi viaggiare con la fantasia, proprio come se vi trovaste in uno di quei bei sogni che da adulto non si è più capaci di sognare. Dimostrazione che, per scrivere un bel fantasy, non è necessario raccontare di battaglie fra uomini e nani e draghi e elfi e orchi e troll (e goblin).
Secondo: l’atmosfera. Sempre a cavallo tra realtà e immaginazione, il paesaggio di Faeria è una terra del sogno dove è bello perdersi, dove ogni piccolo dettaglio è profumato, colorato, intessuto della magia dell’irreale.
Terzo: lo stile. Neil Gaiman è uno dei pochi autori moderni che sa ancora come raccontare una storia senza scadere nel banale o nel già sentito. Sfogliare le pagine è come ritrovarsi in un mercato fatato, dove ogni parola è un dono o un oggetto che potrà rendere la vostra vita più preziosa.

Questo è tutto. Spero di non avervi annoiato e che il mio consiglio vi risulti gradito. Se avete già letto il romanzo, commentate pure qui sotto e ditemi se vi è piaciuto. Alla prossima!!

🙂

Libri consigliati – Mattatoio n°5 di Kurt Vonnegut

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Mattatoio n°5, vero e proprio cult della letteratura di fantascienza, non è, come si potrebbe pensare, una lunga epopea ambientata in un universo immaginario e vastissimo (alla Dune, per intenderci), bensì un piccolo, concentrato e tagliente libro che si schiera silenziosamente contro le atrocità della guerra. L’autore, Kurt Vonnegut, classe 1922, era un giovane studente americano di origini tedesche, che nel 1944 si arruolò volontariamente nell’esercito alleato e partecipò attivamente al secondo conflitto mondiale. Venne catturato durante l’offensiva delle Ardenne (1944) dai soldati tedeschi e trasferito in Germania, a Dresda. Qui assistette al bombardamento della città per mano delle forze aeree alleate. Il bilancio, per chi non lo sapesse, fu disastroso: l’intera città rasa al suolo e quasi 140.000 vittime civili fra abitanti, profughi e prigionieri di guerra. Il giovane Kurt si salvò (insieme ad altri prigionieri americani, era stato rinchiuso in un ex-mattatoio, situato sottoterra, una sorta di rudimentale bunker) e poté far ritorno in patria qualche mese dopo. Furono proprio le atrocità della guerra e in particolar modo il bombardamento a segnare profondamente l’autore e a diventare, oltre vent’anni dopo, il nucleo fondante di Mattatoio n°5.
Un libro che si schiera contro la guerra, dunque, ma che lo fa a modo suo: quella di Kurt, infatti, non è una testimonianza nuda e cruda, ma una storia semi-autobiografica, dove, all’evento storico reale, il bombardamento di Dresda, si mescola l’elemento fantascientifico: il protagonista Billy Pilgrim (una sorta di alter-ego dell’autore) è infatti un soldato capace di viaggiare nel tempo e di vivere gli eventi della sua vita continuamente, all’infinito. Attraverso uno stile breve, spezzettato, incredibilmente adatto a raffigurare le atrocità della guerra, Billy-Kurt ci racconta la sua esperienza come soldato, un’esistenza incerta, sempre divisa fra presente, passato e futuro, e analizzata con un’ironia disarmante, che ci svela le ipocrisie della nostra esistenza e ce le sbatte in faccia senza tanti complimenti.
Non solo un grande romanzo di fantascienza, dunque, ma un grande romanzo in generale, che ci fa riflettere sull’insensatezza della guerra e tratteggia, non senza una certa dose di amarezza, la figura di un uomo ormai ridotto ad un’ombra di se stesso, un frammento perso nel tempo, nello spazio e nel significato, volendo usare una frase tratta dal The Rocky Horror Picture Show. Alla luce di tutto questo, la capacità di viaggiare nel tempo del protagonista non è tanto un dono, ma una maledizione: una presa d’atto che l’uomo non ha più certezze. La guerra l’ha incontrovertibilmente trasformato in un pellegrino, in un esule senza patria. Così va la vita.

“Cominciò a confondere leggermente i tempi, vide l’ultimo film in programma a ritroso […]. Era un film che parlava dei bombardieri americani durante la seconda guerra mondiale e dei loro coraggiosi equipaggi. Vista a ritroso da Billy, la storia era così: Gli aerei americani, pieni di fori e di uomini feriti e di cadaveri, ritornavano da un campo d’aviazione inglese. Quando furono sopra la Francia, alcuni caccia tedeschi li raggiunsero e risucchiarono proiettili e schegge di bombe da alcuni degli aerei e degli aviatori. Fecero lo stesso con degli apparecchi americani distrutti che erano al suolo, e questi volarono poi per unirsi alla formazione. La squadriglia aerea sorvolò una città tedesca in fiamme. I bombardieri aprirono gli sportelli delle bombe, quindi, grazie a un miracoloso magnetismo, risucchiarono le fiamme, le racchiusero nuovamente entro contenitori cilindrici d’acciaio che portarono infine nel ventre degli apparecchi. I contenitori furono sistemati ordinatamente su delle rastrelliere. […] Quando i bombardieri tornarono alla base, i contenitori di acciaio vennero tirati fuori dalle rastrelliere e rimandati negli Stati Uniti, dove c’erano degli stabilimenti impegnati giorno e notte a smantellare i cilindri e a ridurre il pericoloso materiale che contenevano a minerale. Cosa commovente, erano soprattutto donne a fare questo lavoro. I minerali vennero poi spediti a degli specialisti in zone lontane. Era loro compito rimetterli nel terreno, e nasconderli per bene in modo che non potessero mai più far del male a nessuno.”

Libri consigliati – La storia infinita di Michael Ende

Bastiano Baldassarre Bucci (nell’originale Bastian Balthasar Bux) è un bambino goffo e timido, che ama isolarsi da tutto e da tutti preferendo vivere con i suoi veri e unici amici: i libri.
Sarà proprio un libro speciale a permettergli di vivere mille avventure e di conoscere a fondo se stesso: entrato in una piccola libreria antiquaria per sfuggire alle grinfie dei bulletti della sua scuola, Bastiano incontra il misterioso signor Carlo Coriandoli, che gli permette di portare via con sé “La storia infinita”; all’apparenza sembra un libro normale, ma in realtà è un passaggio per il mondo di Fantàsia. Leggerlo, significa mettersi in gioco per salvare gli abitanti di questo mondo dal Nulla, un terribile male che, come un cancro, divora tutte le terre di Fantàsia, minacciando persino la sovrana di quelle terre: l’Infanta Imperatrice. Attraverso le avventure del protagonista della Storia Infinita, il giovane guerriero Atreiu, inviato proprio dall’Imperatrice per salvare il mondo di Fantàsia, Bastiano assiste alla lotta impari del bene contro le forze del caos finché, di fronte al potere del Nulla, che tutto divora e tutto distrugge, capisce che è lui stesso, in realtà, il vero salvatore di Fantàsia. E che l’unico modo per sconfiggere il Nulla, è entrare nella storia e lottare personalmente contro il vuoto che avanza.
Bastiano supera dunque la barriera del libro e giunge nel regno dell’Infanta Imperatrice, ormai ridotto ad un granello di sabbia. Saranno i suoi desideri, la sua fantasia di lettore, a permettere la ricostruzione del meraviglioso mondo della fantasia; ma tutto ciò a un caro prezzo: ad ogni desiderio, anche il più piccolo, Bastiano perderà i suoi ricordi fino a non avere più un’identità, fino a rompere ogni legame con il suo luogo di origine. Inconsapevole di questo, a rischio di perdersi per sempre e di non poter più tornare nel suo mondo, Bastiano comincia un viaggio pericoloso, che lo porterà anche a compiere il male, a scontrarsi e a ferire il suo amico e alter ego Atreiu. Si ritroverà solo e abbandonato da tutti, finché anche il ricordo di suo padre svanirà. Ed è solo allora che inizierà la vera sfida di Bastiano, una sfida per ritrovare se stesso.

“La storia infinita” è l’esempio più lampante di “fantasy vecchia scuola”: libri che non nascono a tavolino per vendere milioni di copie (gli esempi, oggi, sono tanti e di qualità discutibile), ma per portare un messaggio importante. Nel caso de “La storia infinita” l’insegnamento fondamentale è quello di accettarsi come si è: la colpa di Bastiano, infatti, una volta giunto personalmente nel mondo di Fantàsia, è quella di desiderare di essere un altro: un ragazzo diverso, più magro, più aitante, più coraggioso. Così facendo, però, finisce con il perdere se stesso, irretito dalla egoistica brama di potere. Finisce per compiere il volere del male, quando l’unico bene che poteva e doveva compiere era restare se stesso, con i suoi pregi ma soprattutto con i suoi difetti.
L’accettazione di sé è dunque il tema chiave del romanzo. La grandezza del libro di Michael Ende, però, va oltre la storia personale di Bastiano: “La storia infinita”, con il suo sapiente gioco di incastri fra i molteplici libri che lo compongono (il libro in sé e il libro della storia) è un efficace invito alla lettura. Solo leggendo e continuando a leggere possiamo comprendere i nostri limiti, accettarli e, infine, accettarci.

Libri consigliati – Fahrenheit 451 di Ray Bradbury

La fantascienza è un genere davvero portentoso: la sua lungimiranza è in grado di precorrere i tempi e di prevedere, con un margine di errore davvero risibile, dove ci porterà la nostra storia, quali saranno i nostri progressi tecnologici o quali conflitti (morali o reali che siano) ci troveremo prima o poi ad affrontare.
Fahrenheit 451 non fa eccezione. Perché Fahrenheit 451parla di un futuro distopico dove la letteratura viene vietata dalla legge: chi viene trovato in possesso di libri è considerato a tutti gli effetti un criminale; la punizione, per questi trasgressori, è la più terribile: vedere la propria biblioteca data in pasto alle fiamme. Lo strumento con cui il Governo esercita il proprio controllo coercitivo è un apposito corpo di vigili del fuoco, istruito non più a salvare vite umane dalle fiamme, ma a dar fuoco a tutti i libri. Ed ecco che il governo, distruggendo i libri, stronca qualcosa di ancora più importante: il diritto dell’uomo ad essere libero.
Guy Montag, protagonista del romanzo, è un fiero milite di questo feroce corpo incendiario. Inizialmente entusiasta del proprio lavoro (l’odore di fumo che si porta addosso è per lui motivo di orgoglio) Montag si accorge presto che la sua vita non va per il verso giusto: è una vita incolore, sprecata davanti allo schermo di un televisore, stordita dalla ripetitività degli slogan pubblicitari; una vita in cui il dialogo umano è soffocato dai ritmi di una società mostruosa e asfissiante come il ventre infuocato di una macchina.
Ma ecco che Montag conosce Clarisse, la sua nuova vicina di casa. Clarisse è una giovane donna piena di vita, una ragazza che viene additata come pazza solo perché il suo sguardo preferisce soffermarsi sul volto pallido della luna, piuttosto che sulle immagini di un vuoto programma televisivo. Montag viene scosso da questa presenza e inizia a farsi domande. Finché un giorno, durante un rogo di routine, il nostro eroe salva dalle fiamme un libro e inizia, di nascosto, a leggerlo.
È l’inizio della sua ribellione, un percorso sofferto che lo porterà ad essere denunciato dalla moglie, ad uccidere con il lanciafiamme il comandante della caserma stesso, e a rifugiarsi, ferito, alla periferia della città. Qui incontra un gruppo di reietti, e con sua somma sorpresa scopre che ognuno di essi ha imparato a memoria un libro. Ecco che quegli uomini, in fondo insignificanti se presi da soli, insieme formano la memoria letteraria collettiva dell’intera umanità. In quell’istante, un suono terribile piomba dal cielo. Si tratta di un bombardamento che rade al suolo, in pochi istanti, l’intera città. Il romanzo finisce con Montag e i suoi nuovi compagni che si mobilitano per portare soccorso ai sopravvissuti.
Ci appare subito chiaro che il messaggio di Ray Bradbury è quanto mai attuale: anche noi siamo soffocati da una società che ci rende troppo simili a macchine senz’anima; anche noi siamo bersagliati dalla voce ipnotizzante dei mezzi pubblicitari; anche noi fissiamo imbambolati i visi estranei e beffardi dei partecipanti dei reality. Ma ecco che dalla letteratura possiamo trarre l’insegnamento per essere uomini migliori. I libri possono ricordarcichi siamo e quali errori abbiamo commesso. I libri possono accrescere la nostra sensibilità e la nostra empatia, dandoci la forza per costruire dalle rovine della civiltà in fiamme un mondo nuovo, un mondo costruito sulle basi solide e inscalfibili della cultura.
Noi, uomini del presente, siamo tenuti a farlo, perché solo così “verrà il giorno in cui saremo in grado di ricordareuna tale quantità di cose che potremo costruire la più grande scavatrice meccanica della storia e scavare, in tal modo, la più grande fossa di tutti i tempi, nella quale sotterrare la guerra.[i]


[i] RAY BRADBURY, Fahrenheit 451, Milano, Mondadori, 2008, [1953], p.194.